Le nostre anime di notte, di Kent Haruf

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Dopo mesi di esitazione finalmente mi sono decisa ad acquistare Le nostre anime di notte, il romanzo di Kent Haruf di cui tanto si è sentito parlare in questi ultimi mesi, pubblicato da NN editore a febbraio 2017.

L’istinto è stato di leggerlo tutto d’un fiato, ma le mie debolezze hanno prevalso e ho dovuto spesso fare delle pause per riprendere fiato dall’intensità della storia.

 

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“Basil” entra nel Club dei lettori solitari

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Quando ho iniziato a leggere Basil (Fazi Editore, 2017), il mio primo romanzo di Wilkie Collins, avrei dovuto sapere che sarei corsa ad acquistare anche gli altri: dalle prime pagine che contengono la lettera di dedica “all’illustrissimo Charles James Ward” traspare l’amore per la narrazione, per la commistione equilibrata fra realtà e invenzione, per la costruzione dei personaggi.

Basil, pubblicato nel 1852, fu il secondo romanzo scritto da Collins (dopo Antonina nel 1850) e venne condannato dai lettori “come un oltraggio al loro senso del decoro”, come afferma lo stesso autore nel 1862 ribadendo la consapevolezza con la quale, dieci anni prima, ideò e scrisse questa storia. Ma nonostante l’avversione iniziale della critica, dopo questi dieci anni Basil si era già fatto strada ricevendo il favore del pubblico e permettendo a Collins di inserirsi fra i grandi romanzieri dell’Ottocento.

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Allontanarsi, di Elizabeth Jane Howard

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“Allontanarsi” è il quarto capitolo della saga dei Cazalet (di Elizabeth Jane Howard, Fazi Editore, 2017) ambientata tra Londra e la campagna inglese a partire dal 1937.

Lo aspettavamo con ansia, noi fan, e non ci siamo fatti scoraggiare dal numero di pagine (sono quasi 670) perché già sapevamo che, con la scrittura piacevole della Howard, il tempo vola in compagnia della famiglia Cazalet.

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Senza coda, di Marco Missiroli

FullSizeRender.jpgMetti un pomeriggio in cui vai a fare la spesa al centro commerciale e, finita la spesa, decidi di entrare distrattamente in libreria. E poi vedi i Feltrinelli in offerta a 9,90 la coppia e, fra questi, c’è pure “Senza coda” di Marco Missiroli che, da tempo, avevi inserito nella lista dei desideri dopo aver letto “Atti osceni in luogo privato”. Lo prendi e, qualche giorno dopo, complice l’edizione economica leggera, lo metti in borsa affinché possa farti compagnia durante un viaggio in treno. Ne leggi metà tutta d’un fiato all’andata e poi, al ritorno, speri che il treno accumuli del ritardo per avere il tempo di finirlo prima di arrivare in stazione.
Questa è stata la mia esperienza con il romanzo d’esordio di Missiroli, uscito in prima edizione nel 2005 per Fanucci e riproposto adesso da Feltrinelli.

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Lo schiavista, di Paul Beatty

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Può un libro piacere e non piacere allo stesso tempo? Sì.

Questo penso de “Lo schiavista” di Paul Beatty (Fazi Editore, 2016) che ho trovato deludente in confronto alle aspettative. Forse erano troppo alte? Come non esserlo se si tratta di un romanzo con il quale l’autore ha vinto il Man Booker Prize 2016?

Ricordiamo per un attimo la storia, poi passiamo al perché della mia delusione. Continua a leggere